Cominciano come forse meglio non potevano iniziare le assegnazioni di medaglie ai mondiali di scherma, in corso di svolgimento al Palaghiaccio di Catania.
Nel fioretto femminile infatti, all’iniziale delusione della lombarda Arianna Errigo, eliminata addirittura ai 32i dalla molto meno quotata francese Virginie Ujlaky, hanno fatto da ottimo contraltare le medaglie pesantissime di Valentina Vezzali ed Elisa Di Francisca, rispettivamente d’oro e d’argento alla fine del torneo.
Una Valentina Vezzali immensa più del solito, perché incredibilmente umile e determinata, recuperava nell’incontro di quarti di finale che la opponeva alla francese Corinne MAITREJEAN, un passivo che nell’ultimo minuto di gara inoltrato era di 6-11, fino ad andare a vincere per 12-11 al minuto supplementare, con priorità che era stata attribuita dal sorteggio elettrico alla francese. In visibilio il pubblico del Palaghiaccio, distratto prima dai concomitanti incontri di altre due azzurre, ma che poi si è stretto attorno a Valentina, trascinandola letteralmente in semifinale e quindi poi al titolo. La finale contro la sua concittadina Di Francisca è stata più semplice del previsto, vista la partenza bruciante di una Vezzali che ha cominciato l’assalto con un pesantissimo 6-0 che non ha lasciato scampo all’avversaria, battuta poi per 14-7; una Di Francisca in lacrime assorbiva la dura sconfitta, senza curarsi minimamente che, con questo piazzamento, si era aggiudicata la coppa del mondo, proprio davanti alla concittadina che le ha strappato il titolo; il che denota la determinazione e la voglia di primeggiare a tutti i costi, di colei che invece era campionessa del mondo uscente e che, nelle ultime occasioni, aveva messo in serie difficoltà, fino a batterla in alcuni casi, la pluricampionessa di tutto. Medaglia di bronzo per la coreana Hyun Hee Nam, sconfitta in semifinale per 15-8 dalla Di Francisca e per la statunitense Lee Kiefer, recentemente campionessa del mondo juniores, battuta da Valentina per 15-10. Buona la prova di Ilaria Salvatori, classificatasi al 5° posto e fermata ai quarti dalla coreana Hyun Hee Nam.
Non troppo dissimile la condotta di gara degli azzurri della sciabola, guidati da un Aldo Montano in versione fuoriclasse assoluto, che in finale ha battuto il fortissimo e rapidissimo tedesco Nicolas Limbach per 15-13, in un assalto stranissimo e dall’andamento altalenante, ma comunque vincente ciò, nonostante paressero affiorare i soliti problemini fisici per il livornese, ma quando riesce a concentrarsi ed essere così determinato, per gli altri è veramente dura. Medaglia di bronzo per un ottimo Luigi Tarantino, battuto in semifinale dal tedesco per 15-12, con 5 stoccate consecutive nel finale, che gli consentono di vincere rimontando dal 10-12; medaglia di bronzo anche per il coreano Bon Jil Gu, sconfitto in semifinale da Montano per 15-12. In linea con le aspettative i piazzamenti di Diego Occhiuzzi, 11°, fermato agli ottavi per 15-9 dal russo Veniamin RESHETNIKOV, pur meno quotato di lui e di Giampiero Pastore, 13°, a cui il fortissimo Limbach ha sbarrato la strada sempre agli ottavi, battendolo per 15-12.
Oggi il programma prevede l’assegnazione dei titoli nella spada maschile, con Alfredo Rota, Paolo Pizzo e il campione olimpico in carica Matteo Tagliariol ancora in gara; e nella sciabola femminile, con Gioia Marzocca, Irene Vecchi e Paola Guarneri rimaste in gara.





