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Home Cultura & Società Libri La storia d’amore più chiacchierata della letteratura

La storia d’amore più chiacchierata della letteratura

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“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un breve viaggio di tre passi sul palato per andare a bussare, al terzo, contro i denti. Lo-li-ta. Era Lo, null'altro che Lo, al mattino, diritta nella sua statura di un metro e cinquantotto, con un calzino soltanto. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea punteggiata dei documenti. Ma nelle mie braccia fu sempre Lolita.”

Il Professore Humbert Humbert, voce narrante del racconto, è un annoiato insegnante quarantenne di letteratura francese, uomo avvenente e colto, che non fa che intrattenersi con le donne della sua vita come quadri. Egli infatti potrebbe avere qualsiasi donna al mondo, con il suo charme e fascino, ma egli non è interessato alle comuni bellezze.

“Tra i limiti d'età di nove e quattordici anni non mancano le vergini che a certi ammaliati viaggiatori, i quali hanno due volte o parecchie volte il loro numero di anni, rivelano la propria reale natura: una natura non umana, ma di ninfa (vale a dire, demoniaca). Orbene, io propongo di chiamare "ninfette" queste creature eccezionali.”

Il vero e proprio racconta inizia, quando per circostanze fortuite e inaspettate, il nostro protagonista fa la conoscenza di Dolores Haze, dodicenne ribelle, ammaliante, “una ninfetta”, come l’autore ama definire tutte le ragazzine maliziosamente spregiudicate e precoci che si trovano negli anni Cinquanta. Naturalmente Dolores non è la prima ninfetta che c’è nella vita di Humbert, da quando da fanciullo avevo conosciuto l’ammaliante sua prima innocente ragazzina, Annabelle, non era più riuscito a togliersi dalla mente quell’immagine di impubere tenera bellezza, che aveva cercato inconsciamente tutta la vita, e che aveva ritrovato nello sguardo dolce ed erotico di Lolita.

Nonostante la differenza di età, la ripugnanza sociale, i problemi egli perde completamente le testa per la ninfetta tanto da sposarne la madre Charlotte per rimanere al fianco della precoce donnina. Ma quando Charlotte improvvisamente muore, sgombera la scena per l’amore ossessivo e malato tra Humbert e la sua giovanissima amante.
Si tratta di una passione devastante, totalizzante, scandalosa. Dopo la morte della signora Haze, investita da un'automobile, i due cominciano un lungo vagabondaggio da un motel all'altro in giro per gli Stati Uniti.
Scandalo, pedofilia, queste sono le parole che ossessionano il nostro malinconico e complesso protagonista e che serpeggiano in tutto il libro come una minaccia. Eppure chiunque farebbe fatica a delineare il reale rapporto che c’è tra la seducente Lolita e il complessato Humbert. La ragazzina più che la vittima, sembra ella stessa ad avere le redini del gioco, a sedurre il suo caro patrigno e a trascinarlo in un turbine di passione e vergogna. E il nostro Humbert, più che un depravato quarantenne, ci appare come un uomo perdutamente innamorato e schiavo delle sue stesse passioni.
Pedofilia, si tratta di un’accusa che è stata mossa a Nabokov e che lui rigettava con sdegno, proprio sottolineando il fatto che per il professore l’amore per questa ragazzina era la ripetizione di un amore risalente a quando lui stesso era ragazzino. A causa della trama esplicita, il libro venne rifiutato dalle case editrici dell'epoca per molti anni, a
meno di pesanti tagli e manipolazioni che Nabokov si rifiutò sempre di operare. Venne pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1955. “Lolita” è un ritratto elegante della passione, una storia d’amore destinata a non avere futuro, nata con il seme della tragedia, orchestrata in maniera esemplare da Vladimir Vladimirovič Nabokov. “Lolita” è un libro da leggere, immuni da qualsiasi pregiudizio.

 

Luisiana Levi

 

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