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Home Cultura & Società Cinema, Teatro & Televisione Il caso Tortora, una fiction che farà discutere

Il caso Tortora, una fiction che farà discutere

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E’ diventato l’emblema di “una giustizia ingiusta”. Il 17 giugno 1983 alle 4.15 del mattino, Enzo Tortora, l’uomo che tantissimi italiani ospitano ogni venerdi’ a casa propria grazie al programma di successo ‘Portobello’, fu svegliato, perquisito, arrestato e trasferito al carcere di Regina Coeli con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico.

L’istantanea del suo arresto, manette ai polsi, sguardo frastornato, fu volutamente un atto scenografico. Condannato a dieci anni di reclusione in primo grado e infine, 25 anni fa, assolto con formula piena. Ora diventa una una miniserie in due puntate in preparazione per Rai1 la vita del presentatore Enzo Tortora. Una fiction che fara’ discutere e riaprira’ le ferite mai rimarginate di una triste pagina legato a un clamoroso errore giudiziario. Nei panni dello storico volto di Portobello morto nel 1988, l’attore-regista Ricky Tognazzi. Tognazzi si occupera’ anche della regia portando sul piccolo schermo la sceneggiatura a cui stanno gia’ lavorando Giancarlo De Cataldo (autore di Romanzo Criminale) e Monica Zapelli (a cui si deve lo script della miniserie Maria Montessori: una vita per i bambini). La fiction dovrebbe andare in onda nel 2012, ma non si escludono rallentamenti e polemiche. E’ ancora in divenire lo la scelta de cast. Nelle prossime settimane il quadro sara’ piu’ chiaro dopo una serie di incontri, tra la Rai, il regista e la produzione (affidata alla Lucisano in collaborazione con Raifiction). L’unico nome, oltre a Tognazzi, su cui sembra esserci una certa sicurezza e’ quello di Bianca Guaccero. La sensuale attrice barese, gia’ interprete di fiction come Assunta Spina, Capri e La terza verita’ e’ in pole per vestire i panni della moglie del conduttore televisivo Rosalba Castellini. Ma per la Guaccero si parla anche di un’altra miniserie legata alla cronaca ‘Delitto d’amore’, due puntate per la regia di Rossella Izzo ancora in fase di progetto per la Rai sul delitto dell’Olgiata: dopo vent’anni per l’omicidio della contessa Alberica Filo Della Torre e’ stato condannato il suo domestico, Winston. La miniserie su Tortora raccontera’ la sua drammatica vicenda umana e professionale. A fare il suo nome alcuni pentiti, successivamente rivelatisi del tutto inattendibili. Nonostante l’assoluta infondatezza delle accuse a suo carico sconto’ sette mesi di carcere. Eletto eurodeputato nel 1984 (con i radicali che ne fanno un simbolo della lotta all’immunita’ della magistratura) rinuncia alle garanzie di Strasburgo e si fa processare. L’ innocenza fu definitivamente confermata il 13 giugno 1987 dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione. Tortora condusse un’ultima edizione di Portobello nel 1987. Il 18 maggio 1988, minato da un tumore al quale certo non hanno giovato i processi, muore. C’e’ una folla a dargli l’addio nella basilica di Sant’Ambrogio: l’orchestra della Rai di Milano suona l’adagio di Mahler che lui amava. Nella bara di noce chiara, tra le mani, tiene una copia del libro emblema della persecuzione giudiziaria ‘La storia della colonna infame’, di Alessandro Manzoni. Per l’incubo che ha vissuto, Tortora non e’ mai stato risarcito. La sua storia in passato e’ stata trasformata in un film dal titolo Un uomo per bene, da un soggetto della figlia Silvia, per la regia di Maurizio Zaccaro. In quell’occasione nel ruolo del conduttore tv, Michele Placido.

Mario Caiazzo

 

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