Nel suo ultimo messaggio per la 45esima Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali, sul tema “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’ era digitale”, Papa Benedetto XVI si è occupato di Internet e rivolgendosi ai ragazzi ha dato chiare raccomandazioni su come comportarsi in rete: precisando che c’ è uno stile cristiano con cui stare nel web.
Secondo il Pontefice le nuove tecnologie della comunicazione chiedono di essere poste al servizio del bene integrale della persona e dell’ umanità intera e “se usate saggiamente, possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso di verità e di unità che rimane l’ aspirazione più profonda dell’ essere umano”.
Benedetto XVI invita i giovani a “fare buon uso della loro presenza nell’ arena digitale”, che li pone “di fronte alla sfida di essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere, nella ricerca della condivisione di amicizie, all’ illusione di costruire artificialmente il proprio profilo pubblico”.
Di Facebook e simili Ratzinger ne riconosce le qualità, ma ne sottolinea i potenziali rischi. Perché sono proprio i giovani i più coinvolti nella rivoluzione sociale della rete: sono loro a vivere in prima persona il cambiamento della comunicazione, con tutte le ansie, l’ incoerenza e l’ estro proprie di coloro che si affacciano con ammirazione e con desiderio di conoscenza alle nuove esperienze della vita.
“Nella ricerca di condivisione, di amicizie – afferma Benedetto XVI -, ci si trova di fronte alla sfida dell’ essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere all’ illusione di costruire artificialmente il proprio ‘profilo’ pubblico”.
Daniele Romano





