E' durato poco meno di mezz'ora l'interrogatorio di garanzia dinanzi al gip di Teramo Giovanni Cirillo, di Salvatore Parolisi, indagato per l'omicidio della moglie Melania Rea: il caporal maggiore dell'esercito si è avvalso della facoltà di non rispondere come già accaduto dinanzi al precedente Gip, quello "incompetente" per territorio, di Ascoli.
Il Gip Cirillo e il sostituto procuratore Davide Rosati, che coordina le indagini sul delitto della mamma ventinovenne di Somma Vesuviana, hanno lasciato da poco il carcere teramano di Castrogno dove si è tenuto l'interrogatorio. In questo momento Parolisi è a colloquio con i suoi avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile.
LEGALI NON PARLANO, ALTRO SOPRALLUOGO A CASA PAROLISI - Gli avvocati di Salvatore Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, hanno lasciato il carcere di Castrogno poco dopo le 13, dopo quasi due ore e mezza di colloquio con il caporalmaggiore accusato del delitto della moglie Melania Rea. Non hanno voluto parlare con i giornalisti, esprimendo soltanto un niente dichiarazioni, accelerando bruscamente la marcia dell'autovettura all'uscita della casa circondariale teramana.
E' presumibile che i due legali abbiano affrontato con Parolisi alcuni aspetti cruciali dell'ordinanza del gip Giovanni Cirillo, in previsione di un ricorso ai giudici del tribunale del riesame contro l'arresto, ricorso i cui termini potrebbero scadere il prossimo 12 agosto, qualora gli stessi avvocati non volessero avvalersi dei termini di sospensione feriale. Intanto si è appreso che il pubblico ministero Davide Rosati, dopo l'udienza per l'interrogatorio di garanzia in cui Parolisi si è avvalso della facoltà di non rispondere, si è recato a Folignano presso l'abitazione dove Melania viveva con il marito, per un sopralluogo. Nel pomeriggio, negli uffici della procura, è previsto un incontro tra i pm del pool di inquirenti e il professor Adriano Tagliabracci, il medico legale consulente dell'accusa che ha eseguito le due autopsie sulla salma della mamma di Somma Vesuviana.
MELANIA, GIP TERAMO ORDINA ARRESTO MARITO Il Gip di Teramo, Giovanni Cirino, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Salvatore Parolisi, ritenendolo l'assassino della moglie, Melania Rea, scomparsa il 18 aprile a Folignano (Ascoli Piceno) e ritrovata morta il 20 aprile nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). Il Gip ha accolto la richiesta della Procura di Teramo che ne chiedeva l'arresto per omicidio aggravato dal grado di parentela e dalla crudeltà e concorso in vilipendio di cadavere.
Anche la magistratura teramana, così come quella di Ascoli Piceno, ritiene il caporalmaggiore responsabile dell'omicidio della giovane madre di Somma Vesuviana (Napoli). L'ordinanza del Gip Giovanni Cirino si compone di circa 200 pagine, quasi il doppio rispetto a quella del suo collega di Ascoli Piceno, che il 18 luglio scorso aveva ordinato l'arresto di Parolisi e che nella stessa ordinanza si era dichiarato incompetente per territorio in quanto l'omicidio è avvenuto in provincia di Teramo. Secondo quanto si è appreso il Gip ha accolto anche un' aggravante in più rilevata dalla Procura: oltre a quella del grado di parentela e della crudeltà, verrebbe mossa quella di aver "profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa". Ovvero Melania è stata uccisa mentre era accovacciata a terra, in posizione in cui era difficile potersi difendere. Attualmente Parolisi - che si dichiara innocente - è recluso nel carcere "Castrogno" di Teramo dove è stato trasferito il 30 luglio scorso.





